lunedì 21 maggio 2018

COLD IRONING AL PROPELLER CLUB DI TRIESTE



Incontro e conviviale del 22 Maggio 2018


Di un'ipotesi di progetto per l'elettrificazione delle banchine il Propeller Club di Trieste si era occupato già nell'Aprile del 2015.

Allora si pensava ad un collegamento che potesse fornire energia alle “navi bianche” ormeggiate a fianco della Stazione Marittima, in pieno centro città.

Oggi la discussione si è ampliata e il cosiddetto “cold ironing” - termine per descrivere la capacità di alimentare le navi in banchina con energia elettrica fornita da terra – si vorrebbe applicare alle navi del porto commerciale.

PRESIDIO DI PROTESTA DEI PORTUALI 23 MAGGIO 2018

Sono passati oramai 3 anni dallo sciopero dei lavoratori portuali dell’agosto 2015 e nonostante la fiducia nelle promesse della AdSP MAO, la situazione dei lavoratori della gran parte delle cooperative di facchinaggio addetti al caffè - anche per chiare responsabilità della dirigenza di alcune cooperative e dei loro committenti - è rimasta tale e quale, se non addirittura peggiorata. - non viene applicato quanto previsto dal CCNL Lavoratori Portuali, ma si continua ad “avviare” i lavoratori a chiamata, pagandoli a giornata, ovvero a cottimo, con buste paga irregolari e con “trattenute” applicate arbitrariamente da alcuni dirigenti delle cooperative. - ai lavoratori non sono riconosciuti ferie e malattia - non vengono rispettati i carichi di lavoro previsti nelle Procedure Operative, che in genere non vengono nemmeno consegnate ai lavoratori, costringendoli a svolgere carichi di lavoro assolutamente fuori norma e dannosi per la loro salute -

BAROMETRO MUTO - SCALFARI POCO CONVINTO CITA MARONI COME PREMIER

Eccoci qui ad aspettare l'incontro tra i segretari del M5Stelle e della Lega diventata nazionale e il presidente della Repubblica Mattarella per conoscere le indicazioni dei nomi per il presidente del Consiglio e dei ministri della Repubblica.

Perfino Scalfari ci ha mollato e nel suo editoriale di ieri ha riportato la notizia che potrebbe trattarsi di Roberto Maroni. Ma non è frutto di un suo ragionamento o di un suo consiglio, si tratta di cronaca e quindi poco ci aiuta a capire.

Scalfari nel suo editoriale pone due questioni generali legate al dibattito e alle proposte che si sono sentite in questi due mesi dopo le elezioni. La ipotesi di elezioni a luglio , di cui i media hanno parlato, pone secondo Scalfari la domanda seguente.

Quanti elettori devono partecipare al voto per rendere veramente valide le elezioni ?

Pone quindi la questione di mettere un minimo di partecipazione necessaria per rendere valide e attendibili le elezioni. Probabilmente sul modello dei referendum che hanno il quorum altrimenti vengono annullati.

ERA IL 5 LUGLIO 2014 ED AVEVAMO APPENA COMINCIATO ....

.....a pubblicare questo blog. l'esempio della Cendrillon ci era servito per spiegare questo andirivieni di navi tra i porti dell'Alto Adriatico dove nessuno sottolineava che l'unico porto ad avere i fondali adatti per navi a pieno carico era quello di Trieste.

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Cari di FaqTrieste vi segnalo che 

Maersk Emerald (nave madre comune fra Maersk e MSC sulla linea con Estremo Oriente e Mar Rosso) arriverà il 18 maggio  a Trieste per sbarcare i container destinati all'import. Poi andrà a Fiume, quindi a Capodistria per ritornare infine a Trieste il 21 maggio per imbarcare i container in export.

Non è una cosa completamente nuova, in quanto alcuni anni fa succedeva esattamente la stessa cosa. Non saprei dire se è una necessità sporadica di questa nave, in quanto il pescaggio a pieno carico supera quello permesso da Capodistria, oppure se sia una scelta armatoriale per "favorire" Trieste.

Tuttavia è un nuovo caso che si aggiunge alla CMA CGM Cendrillon, la quale ha fatto più o meno la stessa cosa saltando Venezia.

Buon lavoro

NOTA DI FAQTRIESTE : Abbiamo verificato e oggi la Maersk emerald sta al Molo VII a caricare dopo aver fatto Trieste  -  Luka Koper  - Rjieka  -  Trieste

A differenza del passato grazie al nostro lavorio e ai nostri collaboratori ed esperti abbiamo capito un po' tutti il perchè di questi passaggi. Trieste è la prima tappa delle portacontainer in arrivo perchè continua ad avere i fondali adatti e profondi. Et voilà.

ORE 14.30 21 maggio 2018


martedì 15 maggio 2018

DOMANDE URGENTI DI FAQTRIESTE : - LO STRUZZO E LA TALPA












- Riccardi assessore alle infrastrutture è compatibile con il Porto di Trieste ?

- Il presidente Fedriga appoggia il Parco del Mare senza prima nominare almeno un assessore e senza scrivere una riga nel programma ?

- Le nuove assunzioni al laminatoio Arvedi garantiranno la continuità dell'area a caldo ?

- In campagna elettorale quasi tutti (?) hanno criticato la riforma delle UTI, anche coloro che l'avevano fatta, con quale invenzione verranno sostituite ?

I CONTI DEL PARCO DEL MARE

Abbiamo già pubblicato i video relativi all'iniziativa di Legambiente di Trieste sul Parco del Mare ideato e promosso da anni dal presidente della Camera di commercio Paoletti.

Li trovate cliccando qui. 

Oggi vi proponiamo una sintesi dell'intervento dell'analista finanziario Gianfranco Depinguente svolto durante quella iniziativa.


Parco del Mare – STORIA

Il progetto ultimo presentato dalla società ACBGroup/Sviluppo,  segue un altro progetto relativo al Parco del Mare che si è avuto modo di analizzare. 

Rispetto al precedente, il progetto attuale è di dimensioni minori per investimento, non prevedendo più opere importanti per la ricettività e per la sosta autoveicolare, oltre che strutture per attività scientifiche, formative e commerciali, tutte presenti nella precedente edizione. 

In termini di investimento la precedente ipotesi aveva un livello di investimento doppio rispetto all’attuale.

Mentre la struttura del Parco aveva un valore di investimento simile, erano previste strutture ricettive (2) una di alto profilo ed una di medio profilo (in totale 20 mil €) e un parking per circa 1000 posti auto  (10.000 Euro)

Parco del Mare – STRUTTURA DEL PROGETTO

Si prevede la costruzione del “Parco del Mare” attraverso una società  – società A – che darebbe in locazione struttura realizzata

RISULTATI POSITIVI PER IL PORTO DI TRIESTE

Non vogliamo in alcun modo sminuire i risultati raggiunti dal Porto di Trieste in termini di traffico scrivendo solamente risultati "positivi". In questo modo lasciamo alla Gazzetta Marittima il titolo " crescita record " a commento dei dati resi noti dall'AdSP MAO.




CRESCITA RECORD 

TRIESTE – Continua la crescita del porto di Trieste, trainata dalla costante performance del traffico ferroviario che nei primi tre mesi del 2018 ha raggiunto i 2.271 treni movimentati, pari ad un incremento del 12,59 % rispetto al primo trimestre 2017.
Registra un segno positivo anche la movimentazione complessiva delle merci nel primo trimestre 2018 che segna un +3,63% e  più di 15.000.000 di tonnellate lavorate.

Ottimo il risultato del settore container con 161.316 TEU (+17,60%). Crescono anche le merci varie (+10,25%) e le rinfuse solide (+15,49%). Trend positivo  per il comparto RO-RO con 76.221 unità transitate ( +2,72%). Stabili le rinfuse liquide (+0,79%).

Il presidente Zeno D’Agostino analizza più in profondità i dati su base trimestrale, confrontandoli con quelli del 2015: “Se affianchiamo questi dati con il primo trimestre del 2015, vediamo una crescita senza precedenti sia sul numero dei treni (+66,74%), sia sui container (+40,55% TEU), segno che negli ultimi tre anni c’è stata un’inversione di rotta. La nostra strategia di puntare sulla cura del ferro, sta dando risultati estremamente positivi. Non a caso si parla di nuovo rinascimento dello scalo giuliano, proprio grazie al rilancio dei traffici ferroviari e allo sviluppo dell’intermodalità”.

ASSOPORTI IN CINA




Assoporti va in Cina con dieci dei “sistemi”

ROMA – Stanno partendo da dieci sedi di Autorità portuali di sistema italiane gli inviati che parteciperanno, da mercoledì a venerdì prossimo, al grande appuntamento di Shanghai nell’ambito di “Transport Logistic China”. La rassegna si svolge nella sede del New International Export Center dove Assoporti ha organizzato anche uno stand con la documentazione dei dieci “sistemi” portuali italiani che hanno aderito. In particolare mercoledì prossimo il presidente Zeno D’Agostino terrà una conferenza per la presentazione agli operatori della logistica convenuti nella fiera sia dell’offerta portuale italiana, sia delle possibilità di investimenti sui nostri scali.

Il calendario della rassegna è ricco di appuntamenti anche per terminalisti e imprese portuali. Sono annunciati incontri con il prevedibile focus della Silk Road mentre l’assistenza locale sarà assicurata dall’ambasciata italiana a Shanghai e dagli addetti commerciali dei consolati. La partecipazione internazionale è già un record: gli organizzatori parlano di 492 espositori da 47 paesi e prevedono almeno 200 mila visitatori.

lunedì 14 maggio 2018

PARCO DEL MARE ? ADRIANO VERANI


Così come tutte le strade portano a Roma, con la stessa enfasi ogni spunto è buono per l’assalto al Porto Vecchio.

Dalle più nobili ipotesi  sino alle ‘mussolere’  ogni appiglio è buono per dichiarare indispensabile l’area del P.F.V ; per tutto purchè non si tratti di quello cui è dedicata: cioè le navi!

Oggi ‘Il Piccolo’ intervista il prof. Giacca dell’ICGEB che va al King’s College di Londra portandosi dietro il laboratorio e la struttura da lui creata assieme ad alcuni ricercatori: insomma una perdita secca per Trieste. Dice Giacca nell’intervista: ”Qui c’è un progetto da cinque anni di spostare l’ICGEB in Porto Vecchio, da due quest’ultimo è passato al Comune, ma non è successo nulla : questi sono esempi di amministrazioni insensibili.” :

Ora, che istituzioni di questo calibro debbano avere il massimo dell’attenzione da parte delle autorità è fuori di dubbio, ma qualcuno mi deve spiegare -e non in maniera apodittica – cosa c’entra il Porto Vecchio.

Perchè una collocazione altrove non è possibile?

Evidentemente lo è, ma le ragioni devono essere altre.

I quattrini? Ma devono essere i nostri rappresentati che devono battere cassa forti di quanto viene dato altrove. Il Comune- si dice- non ha fatto nulla! Che forse al Comune sia passato per la testa che certe soluzioni potrebbero essere… come dire… ballerine nel diritto?

Intanto il Parco del Mare cerca di non affogare! Anche qui la solita troika: Cosa serve ? Quanto costa ? Chi paga ?

I costi, anche se sono state fatte delle previsioni, sono sempre una incognita ma ovviamente una incognita che prevede un aumento di esposizione. A Genova il grande acquario, fatto con il fiume di denaro delle Colombiadi, è in profondo rosso nonostante che sia alimentato dai visitatori della parte più popolosa d’Italia: Piemonte, Lombardia, Emilia. Sicchè la tentazione è quella di scaricare la struttura allo Stato ma mantenerne il nome di ‘Genova’ per dare lustro alla città.

Ma da noi quale alimento di visitatori potrebbe esserci? Sarà in utile di bilancio – tanto per cercare di rispondere al “Chi paga?” - oppure servirà solo a garantire qualche poltrona e relativi emolumenti?




E se sarà in perdita quanto potrà durare?

Intanto ci sono promesse da parte della Regione, e ciò mentre altri cinquanta posti letto negli ospedali sono a rischio e le conseguenze sono bene illustrate in alcune lettere alla rubrica ‘Segnalazioni’.

PARCO DEL MARE ? ARCHITETTO WILLIAM STARC


Parco del mare ?


1) L'Amministrazione comunale nel 2001 avviò un concorso di idee per la sistemazione delle Rive al quale parteciparono qualificati professionisti di fama internazionale, che elaborarono soluzioni interessanti anche per l'area su cui si vorrebbe realizzare il Parco del Mare. Una proposta progettuale prevedeva in particolare la demolizione di tutti i manufatti insistenti sull'area tranne il vecchio faro  Lanterna, esaltando così la sua forma architettonica e restituendo alla città e alla sua piena fruizione un luogo dal quale si può godere una vista panoramica unica in tutto il golfo. Ora va considerato che la città ha una grande opportunità nel poter riqualificare in un progetto unitario tutto l'arco spaziale del golfo delimitato alle estremità da due punti rilevanti quali il castello di Miramare e la vecchia Lanterna, creando un continuo di aree pubbliche che consentano la piena fruibilità del fronte mare costiero, in quanto l'area del  Porto Vecchio è diventata di proprietà comunale, e altresì questo potenziale  consentirebbe ai cittadini di Trieste di riappropriarsi del rapporto con il mare in una cornice paesaggistica ed ambientale unica. Qualsiasi progetto di nuovo insediamento edilizio che vada ad interessare questo ambito, anche se di pregevole architettura, tanto più se proposto in un'area disastrata, sia dal punto di vista architettonico che urbanistico, come quella su cui dovrebbe essere costruito il Parco del Mare, è un palese controsenso e un'operazione che aggraverà e penalizzerà, una zona più ampia, considerate le trasformazioni ammissibili dal vigente Piano regolatore sull'area del Mercato ortofrutticolo e l'aumento di veicoli pesanti generato dalle nuove linee di traghetti del Porto nuovo.