martedì 22 agosto 2017

FERRIERA RIASSUMENDO - UN COMUNICATO DEL CIRCOLO MIANI

Ferriera. Riassumendo.

» Inviato da Valmaura il 16 August, 2017 alle 12:40 pm

Stabilimento.

Appare pacifico, anche ad occhio nudo, l’emergenza dell’Altoforno che continua a perdere oltre centomila metri cubi di gas, letale anche se respirato all’aperto, al giorno.
Lo stato dei Depolverizzatori di Altoforno, Agglomerato e Cokeria è semplicemente comatoso.
Così dicasi per la normale manutenzione. Piazzali e strade coperte da un tappeto di polveri come i nastri trasportatori all’Altoforno. Sono queste le principali cause del sollevamento di nubi polverose ad ogni “neverin”. Gestione delle centraline elettriche in presenza di temporali assolutamente deficitaria come dimostrano le pericolose fumate “colorate” dal camino dell’impianto di agglomerazione e lo spegnimento della Cokeria con l’accensione delle torce d’emergenza.


Un impianto, il laminatoio, che per vetustà, eppure è appena installato, e mancanza di pezzi, come ammesso dalla stessa proprietà, funziona a scartamento assai ridotto.
Mancata copertura del parco del Coke, unico tra gli altri che è fonte di inquinamento.

DECRETO ATTUATIVO SUL PORTO FRANCO : PRIME VALUTAZIONI

Partiamo da un commento sui  tempi che sono stati necessari per
raggiungere l’obiettivo del  decreto attuativo.


La comunità portuale e gli spedizionieri attendevano da 23 anni il decreto attuativo e non hanno mai smesso di sollecitare i rappresentanti politici cittadini affinchè promuovessero nelle opportune sedi la sua approvazione. La sua vicenda si è disgraziatamente intrecciata con quella della sdemanializzazione di parte del Porto Vecchio e questo ha creato molta confusione ed un ritardo in entrambe le questioni, dannosissimo per la città ed il porto.

Vanno ricordate tutte le perplessità sull’utilità del porto franco e le critiche sul mantenimento dello stesso.

Per troppo tempo si è voluto dimostrare l’indimostrabile e cioè che il regime di porto franco non fosse utile, in modo da poterlo eliminare totalmente o almeno dalle aree del Porto Vecchio, per poi poterle assegnare alla città. Il trasferimento del regime di porto franco dai depositi storici del vecchio scalo, inutilizzabili per le operazioni portuali, ad aree portuali e retro portuali funzionalmente collegate al porto è una soluzione forse formalmente non perfetta, ma che arriva allo scopo.

Quali sono a tuo parere le condizioni che hanno aiutato il raggiungimento di questo obiettivo in questa forma ?

Questa soluzione sarebbe rimasta puramente teorica senza due ulteriori passaggi: la nomina di Zeno D’Agostino a commissario dell’Autorità Portuale prima e presidente dell’’Autorità di Sistema Portuale dopo e l’istituzione, appunto, dell’Autorità di Sistema Portuale con la legge del 2016. Pensate cosa sarebbe successo se avessimo avuto un’autorità portuale unica con il porto di  Venezia, o se invece di una persona competente come l’attuale presidente avessimo avuto una persona totalmente inesperta ?

sabato 19 agosto 2017

DATI SUL PORTO DI TRIESTE - COMUNICATO ADSP MAR ADRIATICO ORIENTALE



COMUNICATO STAMPA

PORTO DI TRIESTE: DATI DI TRAFFICO PRIMO SEMESTRE E MENSILITA’ DI GIUGNO

Aumenta la movimentazione complessiva delle merci nel primo semestre  (+0,91%) e continua la crescita del settore ferroviario (+ 16,90% )

Traina il traffico container: +21,68% nei primi sei mesi dell’anno e +33,07% nel singolo mese di giugno

Trieste, 14 agosto 2017 

- Nei primi sei mesi del 2017 il traffico al porto di Trieste è aumentato del +0,91% rispetto allo stesso periodo del 2016, con 29.712.336 tonnellate di merce movimentata. Nel complesso, la crescita maggiore del semestre si registra nel settore container che segna un incremento a doppia cifra (+21,68%) e 296.032 TEU. Positivi i comparti delle merci varie (+10,76%) e RO-RO con 149.678 unità transitate (+2,14%), ad eccezione delle rinfuse solide (-28,14%) e delle rinfuse liquide (-1,04%).

PORTO FRANCO INTERNAZIONALE DI TRIESTE RACCONTATO DA IL FATTO QUOTIDIANO



VAI ALL'ARTICOLO






PORTO FRANCO INTERNAZIONALE DI TRIESTE RACCONTATO DA IL FATTO QUOTIDIANO Ci sembra interessante citare articoli e ricostruzioni pubblicati da altre testate per verificare quanto e come è stata compresa la lunga vertenza dei decreti attuativi sul Porto Franco Internazionale.

E' anche un modo per ringraziare e riconoscere la fatica che giornalisti attenti hanno dovuto fare per comprendere e spiegare questa vicenda.




Firmato il decreto che consente tra l'altro a chi importa ed esporta di avere 60 giorni di tempo per pagare le imposte alla Dogana, a cominciare dall'Iva. 

Negli altri scali d'Italia il versamento va fatto in anticipo, in quello olandese entro un mese. Così si aprono prospettive di reindustrializzazione della città giuliana. La sfida è riuscire a produrre merci ad alto valore, su cui i costi pesano molto

Ci voleva un decreto per regalare al porto di Trieste il sogno di poter competere con i giganti del nord, da Rotterdam ad Amburgo. Avrebbero dovuto scriverlo la bellezza di 23 anni fa quel decreto, ai tempi della prima riforma portuale del 1994, in modo da consentire fin da allora allo scalo giuliano di potersi fregiare a tutti gli effetti, formali ed economici, della qualifica di porto franco internazionale. Non lo fecero, forse se ne dimenticarono, forse avevano altro di più importante a cui pensare. 

IL REGISTA VIRZI' E L'ACCIAIERIA DI PIOMBINO

Virzì: "Quando ci girai il film passai un giorno a ripulirmi"

IL REGISTA REALIZZÒ 

"LA BELLA VITA" 

NELL'ACCIAIERIA


«Le madri una volta dicevano: "Piglialo bimba, è di Magona", che era una delle acciaierie di Piombino. Voleva dire: sposati un operaio, è una sicurezza. Era un orgoglio un marito con un posto in fabbrica» racconta Paolo Virzì, che ambientò il suo pluripremiato primo film, La bella vita, a Piombino. 

La storia d'amore tra Massimo Ghini e Sabrina Ferilli, sposata con l'operaio Claudio Bigagli che perde il lavoro in acciaieria, si sviluppa sullo sfondo della città- fabbrica.

Quindici anni fa come fu l'impatto con Piombino?
«Nel 1992 era già iniziato il processo inesorabile di ridimensionamento dell'acciaieria e dell'occupazione. Piombino era un ridente antico borgo sul mare medioevale diventato negli anni una città- fabbrica».

giovedì 17 agosto 2017

D. APPUNTI FERRAGOSTO : COSA PENSANO DI FARE A PIOMBINO ?

Questo articolo di Repubblica su Piombino ha proprio colpito 

la nostra attenzione e merita alcune domande chiare. 

Iniziamo con una domanda e poi ne prepareremo altre 

sempre riferite a questo progetto su Piombino.

Se pensano di riaprire l'altoforno dopo tre anni dalla chiusura 

perchè a Trieste - Servola ci è sempre stato detto che è una 

operazione che non si può fare ? C'è qualche tecnico o 

esperto disponibile a fornirci una risposta o una spiegazione. 

Sarebbe ottimale poter chiudere l'altoforno e dopo una 

messa a punto di tutti gli interventi necessari verificare 

l'nquinamento senza che operai e cittadini patiscano un 

pericolo che se non è imminente si svelerà nel tempo : come 

dichiara l'Azienda sanitaria ?



Piombino, viaggio nel passato


 "Vogliono riaprire l'altoforno"

«Dalla sala della nostra casa s'intravedeva l'altoforno, il babbo prendeva posto a capotavola per mangiare di spalle al mostro, non voleva vederlo. "Almeno durante i pasti…", e sorrideva. Sapeva che la nostra famiglia mangiava proprio grazie al mostro». 

C. APPUNTI FERRAGOSTO : ACQUISTI CINESI E INVESTIMENTI

Questi nostri appunti non vogliono in alcun modo cercare di costruire una teoria sulla Nuova Via della Seta, compito improbo e improbabile per un blog come il nostro seppur "simpatico". Tanto meno questi nostri appunti vogliono essere una velata critica o perplessità al ruolo che il Porto di Trieste può avere all'interno di questo progetto cinese sul mondo. 

Ma sfogliando giornali e media ci si rende conto che sta emergendo un progetto molto più ampio della Nuova Via della Seta marittima e ferroviaria di cui Trieste può diventare uno snodo molto importante. Ruolo riconosciuto e sottolineato, come abbiamo in varie occasioni documentato, dal presidente del consiglio Gentiloni e dal ministro delle infrastrutture Delrio.




articolo di Repubblica che vi consigliamo di leggere


Troppe acquisizioni, l'Ue alza il muro

NEL 2016 LA CINA HA INVESTITO 46 MILIARDI IN EUROPA, NELL'AUTO GIÀ CONQUISTATE VOLVO E PIRELLI



B. APPUNTI FERRAGOSTO : SITO MARINETRAFFIC E LIBIA

I nostri lettori hanno sicuramente riconosciuto il sito del traffico marittimo mondiale nei servizi televisivi sulle operazioni delle navi delle ONG per i soccorsi in mare ai migranti nel Mediterraneo e in particolare nel Golfo libico.




Su questo argomento andrebbe segnalata una "crisi" precedente che contraddice alcune convinzioni e certezze che oggi vengono continuamente affermate e sottolineate. 
Come potete leggere nell'articolo di AVVENIRE.IT ( clicca qui per leggere l'articolo ) la SAR LIBICA, la zona di ricerca e soccorso raggiunge le 97 miglia di estensione. Se calcoliamo che le acque territoriali libiche sono di 12 miglia possiamo osservare che anche sommando le due porzioni di acque territoriali sulle due coste del Golfo della Sirte si raggiunge appena la metà della misura controllata ora dalle motovedette libiche e accettata da tutti i soggetti coinvolti.


Giustamente l'articolo dell'AVVENIRE da noi citato ricorda che questa misura di 97 miglia della porzione di mare sotto controllo libico risale ad una rivendicazione del periodo Ghedaffi che portò alla crisi del Golfo della Sirte con un confronto molto muscolosp dal punto di vista militare tra lo stesso Ghedaffi e il presidente degli USA Ronald Reagan come potete ricostruire nel nostro appunto che segnala Wikipedia.

Primo scontro aereo del golfo della Sirte







A. APPUNTI FERRAGOSTO: IN SECCA AD ANVERSA LA PORTACONTAINER JUPITER

La CSCL Jupiter, una portacontainer da 14.000 teu in navigazione da Anversa verso Amburgo si è incagliata in una secca del fiume Schelda.

La portacontainer in secca ha richiamato oltre all'attenzione del solito gruppo di curiosi da picnic ( vedi fotografia ) anche una attenzione "tecnica" . 

Sono stati necessari due tentativi con un numero rilevante di rimorchiatori per disincagliare la portacontainer. I tentativi sono stati documentati da diversi video e da un rilevamento satellitare che ci è stato segnalato. Tutte queste operazioni hanno comportato ritardi e disagi alla navigazione delle altre imbarcazioni in quel tratto di fiume.



ECCO DI SEGUITO I NOSTRI APPUNTI :

Anversa portacontainer in secca da THE MEDITEGRAPH