lunedì 23 aprile 2018

SOLO IN FVG PROVINCE SOSTITUITE DALLE UTI :TERZA PARTE


3) Esaminando più dettagliatamente cosa è successo per l'UTI Triestina, a seguito dell'entrata in vigore della legge, si evidenziano di seguito alcuni aspetti.

Personale.

L'organico in forza all'Ente Provincia nel 2016 era di 250 addetti distribuiti su più servizi che comprendevano , Motorizzazione civile, Ambiente, Trasporto pubblico, Strade, Istruzione ( scuole medie superiori), Lavoro, ecc. Le qualifiche del personale comprendevano una pluralità di specializzazioni  professionali inquadrate su diversi livelli retributivi. Con l'entrata in vigore della legge e, a seguito del trasferimento delle competenze in maggior parte alla Regione, il personale è stato trasferito prevalentemente in questo Ente e purtroppo non sempre si è tenuto conto del ruolo prima ricoperto e della relativa specializzazione, disperdendo così professionalità acquisite nel corso di carriere pluriennali e mortificando la progressione economica retributiva delle persone.


La UTI triestina costituita nel 2017 disponeva di 28 addetti tra quelli in ruolo e a contratto, con una mission istituzionale tutta da avviare e verificare attraverso la gestione quotidiana delle competenze assegnate. A tutt'oggi permane un'indeterminatezza nella gestione di questo nuovo Ente di II grado che dispone di consistenti risorse finanziarie per gli investimenti ma sconta un insufficiente dotazione di risorse finanziarie per la spesa corrente, limitando  così la sua operatività  quotidiana per la gestione dei servizi istituzionali.

Patrimonio.

La dotazione patrimoniale in capo alla Provincia contava, beni immobili costituta da edifici per le sedi istituzionali, sedi scolastiche, sedi culturali, residenziali, terreni, sedimi stradali e beni mobili costituiti da arredi , veicoli, collezioni d'arte. Questo patrimonio che annoverava alcune proprietà  di dimensioni rilevanti e di storia notevole (ex ospedale psichiatrico) è stato smembrato e per parti assegnato alla Regione e al Comune di Trieste, e in minima parte ai comuni minori. Va rilevato che in settori fondamentali, come quello costituito dalle sedi che ospitano la scuole medie superiori, si è deciso di assegnare la competenza per gli interventi all'UTI ma per quanto concerne la proprietà dovrebbe essere trasferita al Comune capoluogo. Permane una certa indeterminatezza visto che il Comune non accetta ulteriore patrimonio che graverebbe in maniera determinante sul bilancio comunale per gli oneri riflessi; va ricordato che il Comune di Trieste ha pure ricevuto il patrimonio immobiliare costituito dal Porto Vecchio e che di conseguenza non può sostenere ulteriori oneri a parità di entrate correnti. La Regione si è presa sia il teatro dell'ex ospedale Psichiatrico che il teatro Miela con la Casa del cinema. La sede della Provincia con tutti gli arredi interni è stata presa in proprietà dalla Regione e assegnata momentaneamente all'UTI triestina.  Tutte le strade provinciali sono state in un primo momento prese dalla Regione ma con il nuovo anno passate a FVG strade, Ente di II grado, che le ingloberà nel suo patrimonio. Ancora più rilevante è la sottrazione delle dotazioni d'arte della Provincia, patrimonio ed espressione di questo territorio, che sono state donate o acquisite nel corso degli anni quali ad esempio la collezione Sambo e Grom, artisti riconosciuti a livello nazionale ed internazionale, che bene esprimono le diverse componenti culturali presenti nell'area provinciale.

Una spoliazione che rende evidente che la riforma non ha tenuto conto degli assetti storici , culturali di un territorio ricco come quello della Provincia di Trieste. Di fatto l'Assessorato regionale alla cultura, istituendo un nuovo organismo per gestire quanto sottratto alle Province, ha legittimato un'acquisizione non dovuta. Il risultato di questo nuovo assetto patrimoniale, che vede l'organismo UTI senza dotazioni patrimoniali, si configura come un'arricchimento indebito dell'Ente Regione a scapito dei territori che la costituiscono, ma soprattutto come sottrazione di un potere decisionale alle popolazioni, che hanno investito  nel tempo su quelli immobili, in merito alle destinazioni d'uso degli stessi e alle scelte del loro utilizzo in futuro,  recando così non solo un danno economico ma pure un ridimensionamento della qualità della vita dei cittadini.

Per concludere è giusto porsi alcune domande poichè questo genere di operazioni stravolgono abitudini consolidate per quanto attiene non solo le funzioni prima esercitate da un Ente e poi assegnate ad altro/i ma pure nella vita dei cittadini utenti e degli addetti ai lavori come si è cercato di evidenziare. E' stata un'idea, quella di eliminare l'Ente Provincia, basata sull'onda lunga della crisi che a fronte di scandali che hanno investito i partiti che con le loro rappresentanze nelle Istituzioni hanno usato impropriamente la spesa pubblica a fini personali.  

Un'Ente che funziona, che gestisce correttamente la spesa pubblica, che eroga puntualmente i servizi e con soddisfazione degli utenti, che gestisce e risana il patrimonio di sua competenza in modo corretto e trasparente, pratiche esercitate da tutte e quattro le Province della Regione , va eliminato solo con la scusa di semplificare il quadro istituzionale? 

Quanto è costata in termini di diseconomie questa operazione? 

Si è proceduto ad eliminare l'Ente intermedio Provincia sulla base di una idea che la semplificazione istituzionale libera risorse e consente tempi più rapidi per le decisioni ma a tutt'oggi, quattro anni dopo l'approvazione della legge i risultati non si vedono o meglio non sono percepiti dall'utenza. 

La Corte dei Conti è intervenuta sulla riforma sanitaria ma si è espressa a favore di questa legge, affermando che non ha comportato costi aggiuntivi, ma ci sia consentito di fare alcune domande sui criteri con i quali vengono valutati i risultati di una legge:

quale costo comporta l'assegnazione ad altre mansioni non attinenti alla propria specializzazione, disperdendo e sottoutilizzando personale altamente professionalizzato nel corso della sua precedente appartenenza ad un altro Ente?

quale costo comporta il passaggio di proprietà di beni immobili da un Ente ad un altro ed ad un altro ancora?

quale costo comporta il sottoutilizzo di immobili e le loro attrezzature in essi presenti a seguito di trasferimento degli addetti in altri Enti?

quale costo comporta la distruzione di buone pratiche?

quale costo comporta la dispersione di archivi, patrimonio di memoria collettiva?

quale costo ha la continua modifica della legge?

quale costo ha il continuo rinvio delle disposizioni di legge a seguito di incongruenze e mancata volontà attuativa?

Nelle valutazioni che la Corte dei Conti fa si tiene conto di questo? Una cosa è sicura che i dipendenti delle Province e i cittadini hanno presentato il conto alla politica nelle recenti elezioni. e vi saranno sorprese alle prossime elezioni regionali.

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